Pedofilia, gay, aborto e condom: "processo" storico dell'Onu al Vaticano

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In un Rapporto senza precedenti nella storia della chiesa cattolica, la Commissione Onu sui Diritti dell'infanzia ha chiesto oggi a Ginevra (Svizzera) che il Vaticano "rimuova immediatamente" tutti i sacerdoti riconosciuti colpevoli o sospettati di abusi su minori e consegni subito i propri archivi sugli abusi sessuali a danno di migliaia di bambini, in modo tale che i preti che si sono macchiati di tali crimini possano essere tutti liberamente giudicati anche dalla giustizia terrena.

"Il Comitato - si legge nel Rapporto - è profondamente preoccupata per il fatto che la Santa Sede non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per gestire i casi di abusi sessuali su minori e proteggere i bambini, e abbia adottato politiche e pratiche che hanno portato alla prosecuzione degli abusi e all'impunità dei colpevoli - si legge nel documento - Per via di un codice del silenzio imposto a tutti i membri del clero, pena la scomunica, casi di abusi sessuali su minori sono stati difficilmente denunciati alle autorità giudiziarie nei Paesi in cui sono stati compiuti i reati". La Chiesa metteva tutto a tacere trasferendo semplicemente il prete pedofilo in altra sede e questo, se non denunciato penalmente, ricominciava gli abusi sui minori nella nuova parrocchia, dove non era conosciuto per il suo passato. L'arcivescovo Silvano Tomasi, capo della delegazione vaticana all'Onu di Ginevra, ha detto che il Comitato Onu per l'infanzia non può chiedere alla Chiesa di modificare insegnamenti morali "non negoziabili". Tomasi ha dichiarato alla Radio Vaticana che il Comitato è stato influenzato dalle organizzazioni non governative a favore dei matrimoni gay, rafforzando una "linea ideologica" nel rapporto sulla posizione della Chiesa riguardo a omosessualità, aborto e contraccezione. Temi tutti storici ma sempre di attualità sui quali l'Onu ha altresì esortato lo stato Vaticano a rivedere le sue posizioni. Sì all'aborto, dice l'Onu, se è a rischio la vita e la salute delle donne incinte. Il Rapporto cita il caso in Brasile dove nel 2009 furono sanzionati madre e medico per aver salvato la vita a una bambina di nove anni rimasta incinta dopo essere stata violentata dal patrigno. Si anche alla contraccezione se a tutela degli adolescenti per prevenire l'Aids. Per quanto riguarda l'omosessualità, invece, il Comitato Onu ha invitato la Santa Sede a "fare pieno uso della sua autorità morale per condannare tutte le forme di molestie, discriminazione e violenza contro i bambini sulla base del loro orientamento sessuale quello dei loro genitori".

Con grave ritardo, dunque, l'Onu ha affrontato la delicata faccenda della pedofilia che è venuta a galla grazie ai media internazionali e alle denunce delle vittime coraggiose. Il Vaticano, infatti, è uno Stato indipendente, sovrano, e autonomo, che fa parte delle Nazioni Unite con lo status di "Osservatore permanente di Stato non membro". In questa veste può partecipare attivamente alle conferenze Onu, dire quella che pensa su ogni tema ma, essendo uno Stato non membro, non è tenuto a recepire le risoluzioni Onu. E c'è chi pensa che anche dopo questo storico giorno nulla cambierà.

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