Bip Mobile, via a class action e conciliazioni nei Corecom regionali

  • Print

Grazie all’impegno dell’immancabile associazione di consumatori e utenti Codici di Domenico Pettinari (foto) e dell’Adiconsum di Alberto Corraro, pure in Abruzzo ci si è attivati per orientare l’utenza dell’operatore telefonico Bip Mobile che lo scorso 30 dicembre, senza alcun preavviso, previsto per legge, ha disattivato le 220mila schede sim dei proprio clienti. O meglio, ha subìto la disattivazione da parte della Telogic Italy di tutti i servizi, anche quelli gratuiti in entrata.

Sulla vicenza è intervenuta l’Agcom e le associazioni di consumatori hanno invitato a effettuare la portabilità del numero verso altro gestore con regolare richiesta di trasferimento del credito residuo. Dopodiché bisogna scaricare, compilare il modulo dal sito www.agcom.it e inviarlo via pec o raccomandata al Corecom regionale ( This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. o presso consiglio regionale dell’Abruzzo via Michele Jacobucci, 4 – 67100 L’Aquila). In Abruzzo sono per ora solo una trentina le istanze di conciliazione, fa sapere il Corecom. La prima class action è stata promossa dal Siti (Sindacato italiano per la tutela dell’investimento e del risparmio) attraverso lo studio legale di Treviso Calvetti & Partners per ottenere un rimborso in denaro relativo al disagio causato dalla cessazione del servizio. Il risarcimento è stimato in circa 10 euro per ogni giorno di disservizio causato, per un minimo di cento euro a utente. Un’azione legale personale contro Bip Mobile, infatti, avrebbe senso nel caso in cui l’azienda venga rilevata da qualcuno ma se fallisce è difficile che l’utenza possa recuperare qualcosa. Per questo l’associazione Adoc ha richiesto all’Agcom di attivarsi per la creazione di un Fondo di garanzia a tutela sia dei diritti dei consumatori sia della tenuta generale del sistema. Il caso Bip Mobile non ha precedenti in Italia ma potrebbe accadere in futuro anche ad altre compagnie telefoniche. Bip Mobile smentisce, sul proprio sito www.bip.it, di essere fallita e comunica che sta cercando di ripartire, anche se circa 150 dei 220mila clienti sono già migrati altrove e quelli rimasti sono perlopiù utenze inattive, secondarie. Wind, così come anche Vodafone, hanno trasferito i crediti Bip sulle proprie portabilità, nonostante Bip affermi sul sito il contrario: “Wind e Poste Mobile ci hanno ufficialmente comunicato che non riconosceranno alcun credito residuo”. Tim, Tre e Poste Mobile riconoscono il numero ma non anche il credito residuo. La rete franchising Bip attende di capire come andrà a finire la faccenda: a Pescara, il negozio Bip Store di via Nicola Fabrizi 7 è ancora attivo con tanto di insegne. “Nemmeno noi siamo stati avvisati – spiega il responsabile del negozio – anzi, è dal 31 luglio scorso che non riceviamo alcun tipo di comunicazione da Bip. Abbiamo un contratto di franchisng è intendiamo non essere inadempienti, nella speranza che l’azienda venga rilevata da altri e riparta al più presto”.

e-max.it: your social media marketing partner