Ricardo ed Erica sposi "on the beach" a Pescara. Tutti scalzi, pure il sindaco

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Vento a parte che non ha smesso un attimo di soffiare, è stato molto suggestivo ed emozionante il primo matrimonio in spiaggia a Pescara, celebrato ieri pomeriggio alla Madonnina vicino al porto. Passerella fino a quasi il bagnasciuga, capanna per la celebrazione civile, sedute, addobbi e cesti per i fiori di bianco come vestiti di bianco e bellissimi erano gli sposi: il calciatore italo-brasiliano Ricaro Caputo, 34 anni, neo campione d'Italia a Pescara col calcio a cinque, e sua moglie Erica Morelli (33), brasiliana di Penapolis, vicino San Paolo, da dove proviene anche il campione paulista. Caputo è figlio di oriundi napoletani emigrati in Brasile, il Paese nel mondo dove ce ne sono di più (oltre 27 milioni) così come la bella Erica è pronipote di genovesi. Lui stava già a Pescara per lavoro; lei è volata da San Paolo per coronare il suo sogno d'amore. Erica voleva sposarsi su una spiaggia tropicale ma poi quando i due hanno saputo della bella novità voluta dall'assessore comunale allo Stato civile, Sandra Santavanere, hanno optato per Pescara.

Tipiche bellezze sudamericane (e tutte di razza bianca) erano anche le invitate, eleganti come si conviene a un matrimonio, anche se in spiaggia. Unico strappo alla regola le scarpe: Caputo s'è presentato con l'infradito ma la sposa e, a sopresa, anche il celebrante sindaco Marco Alessandrini hanno presenziato alla cerimonia scalzi. Il primo cittadino, giacca, cravatta, fascia tricolore e, appunto, scalzo, ha sfoggiato tutta la sua cultura e immancabile ironia per rendere originale uno sposalizio insolito e infastidito dal vento che ha generato "fritture" tecniche ai microfoni. Tra gli invitati, tanti parenti giunti da oltreoceano, alcuni compagni di squadra è il presidente della società sportiva Danilo Iannascoli, elegantissimo ma con le scarpe.

“Salutiamo l’esordio di questi due ragazzi su un campo che non è quello da gioco, ma che è anch’esso impegnativo - ha attaccato il sindaco - Avevo emesso un’ordinanza contro il cattivo tempo ma vedo che non è servita a nulla. Tuttavia suppongo che questo vento che tira non sia nulla confronto al vento di passione che vi anima”. Alessandrini ha pure citato una celbre frase sull'amore del poeta e filosofo libanese Khalil Gibran, tutto, come le doverose parti del codice civile prima e dopo il sì, tradotto a fatica dalla bella interprete brasiliana che ha pure cantato, come si conviene a un matrimonio brasiliano. La bella Erica non ha capito molto di ciò che ha detto il sindaco e, fra il vento e l'emozione, ha giustamente versato lacrime di felicità. I due si sono poi scambiati, fuori del protocollo, frasi di reciproco amore e rispetto, queste sì tradotte al contrario dall'interprete dal portoghese per il nutrito pubblico fra cui anche curiosi e giornalisti.

Tipicamente brasiliana anche la benedizione evangelica finale di un pastore paulista (foto a destra) giunto appositamente perché, ha detto, "non c'è vero amore se non c'è Dio che vi benedice. Oggi la crisi e il caos delle coppie si superano solo con Dio". Sermone seguito da una preghiera propiziatoria con le mani alzate e occhi chiusi di tutti i presenti brasiliani invitati. Matrimonio civile ma, dunque, anche religioso. La Chiesa locale non l'ha presa bene e le critiche sono state puntuali nella giornata di oggi ma era da prevedere. Il matrimonio "on the beach" è un'idea geniale non solo a costo zero ma che, anzi, farà entrare nelle disastrate casse comunali 600 euro a funzione, se non residenti, e 500 se locali. Vedremo chi saranno i prossimi ma i primi sono stati davvero il top. Roba da telenovela brasiliana.

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