70 anni di libertà e ripresa anche dello scoutismo. Il rinnovo della promessa

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Si facevano chiamare "Aquile randagie" i ragazzi del gruppo scout di Milano che svolgevano attività giovanili clandestine durante il periodo del fascismo. Grazie alla tenacia di chi, come loro, mantenne in vita il movimento contro l'ordine prestabilito, è possibile festeggiare in tutta Italia l'anniversario della ripresa dello scoutismo nel dopoguerra.

Nell'aprile 1926, infatti, erano state approvate le cosiddette “leggi fascistissime” che prevedevano, tra l’altro, lo scioglimento dei gruppi scout. L'unica associazione garantita ai giovani doveva essere l'Opera nazionale Balilla; fu un duro colpo per lo scoutismo. Papa Pio XI fu costretto a dichiarare sciolta l'Associazione scout cattolica italiana (Asci) e il 9 aprile 1928 tutto lo scoutismo fu dichiarato soppresso dal Consiglio dei ministri. Da questo punto in avanti, la vita degli scout si fece sempre più difficile, finché l’Asci venne ufficialmente chiusa il 22 aprile di quell'anno. Quello stesso giorno, però, Ciacco, un lupetto del gruppo Milano 2, fece la sua promessa entrando nella famiglia degli scout: fu primo simbolico atto di rivolta, che evidenzia la voglia di resistenza che aveva il movimento. Molti gruppi scout deposero ufficialmente le proprie "fiamme", simbolo dei reparti, ma si rifiutarono di cessare ogni attività, dando vita a quel periodo denominato, basandosi sul linguaggio kiplingiano, "giungla silente". Usando anche messaggi in codice e cifrati per non venire scoperti, quei ragazzi continuarono a ritrovarsi, svolgendo regolari attività scout. Dopo la firma dell’armistizio l'8 settembre 1943, l’invasione tedesca e la formazione della Repubblica sociale italiana, vennero promulgate leggi sulla consegna dei prigionieri di guerra. In quel momento i gruppi scout clandestini s'interrogarono se subire passivamente o diventare partigiani e la risposta venne data seguendo i principi dello scoutismo: “Noi non spariamo, noi non uccidiamo…noi serviamo!”. Venne quindi combattuta una resistenza disarmata e passiva, volta al fine ultimo dello scoutismo, che è quello di dare la possibilità ai giovani di diventare buoni cittadini, responsabilmente impegnati nella vita del loro paese e predisposti a essere futuri "cittadini del mondo", volenterosi di migliorare la propria società e sostenitori convinti della fratellanza tra i popoli. Il 12 settembre 1943 venne istituita l’Opera scautistica cattolica aiuto ricercati (Oscar), che s'impegnò in un'impresa di salvataggio di perseguitati e ricercati di diversa nazione, razza, religione, con espatri in Svizzera, tra i quali è noto il caso del giornalista Indro Montanelli.

La storia delle Aquile randagie è stata sicuramente quella che ha avuto la più grande risonanza successiva, ma anche altri gruppi scout clandestini rimasero attivi in Italia negli anni del fascismo (uno di essi si riuniva addirittura a Palazzo Venezia, lo stesso dal cui balcone Benito Mussolini si affacciava per i suoi discorsi). Successivamente alla liberazione, iniziò il periodo della ricostruzione. Nella parte d'Italia liberata dagli alleati, fremevano i preparativi per il rilancio dell'Asci: rinacquero gruppi in tutta Italia in coincidenza con la risalita del fronte. Per questo il 2015 vedrà molti gruppi scout italiani festeggiare il 70esimo anno di ripresa ufficiale dello scoutismo dopo la guerra.

Anche a Pescara, nell'aprile 1945, il gruppo Pescara 1, dopo anni di sospensione, chiese alla rinata Asci di censire il proprio reparto. Si racconta che alla riapertura, nella cripta della cattedrale di San Cetteo, dove ancora oggi ha sede il gruppo, fu ritrovata una fiamma: assieme alla richiesta di censimento, alla quale fecero seguito subito numerose adesioni, questo fatto fa pensare che forse anche lì lo scoutismo era continuato in modo clandestino fino a quel momento. Grazie all'impegno di assistenti ecclesiastici e capi, tra i quali don Luigi De Renzis (nella foto degli anni 60), sacerdote che tanto si dedicò ai giovani della città, le strade di Pescara furono nuovamente occupate da fiamme e fazzolettoni, tutti portati con la gioia caratteristica dello scout. In occasione di questo anniversario, alcune associazioni della zona di Pescara hanno organizzato un momento comunitario per rinnovare quella promessa che li accomuna, la stessa che proponeva Baden Powell, fondatore dello scoutismo, nel lontano 1907. L'appuntamento di Pescara è per domani sera alle 20, nella parrocchia del Beato Nunzio Sulprizio, sarà celebrata una messa alla quale sono invitati a partecipare gli scout di tutte le associazioni, gli amici e i simpatizzanti. Concludiamo con uno dei punti più significativi della legge scout: "Sono amici di tutti e fratelli di ogni altra Guida e Scout". (Noemi Trivellone)

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