Matrimoni "on the beach" possibili anche a Pescara, in tailleur e infradito

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“Wedding on the beach”. Matrimonio sulla spiaggia. E’ la novità 2015 a Pescara voluta dall’assessore comunale allo Stato civile Sandra Santavanere, che per via del freddo l'ha presentata, però, a palazzo di città e non al mare. Già dalla prossima primavera sarà, dunque, possibile sposarsi civilmente in spiaggia. La location che il Comune allestirà sarà nella spiaggia libera vicino al porto canale, sotto la Madonnina, quindi ci sarà “da lassù” anche una sorta di benedizione cristiana per chi sarà costretto, suo malgrado, a non potersi sposare in chiesa. Questa prima location farà in realtà da apripista per altre possibili secondo il rito civile della celebrazione dei matrimoni, ha spiegato la Santavenere (nella foto sotto proprio in versione "on the beach"), purché all’interno del territorio cittadino e in luoghi di pertinenza comunale, come vuole la legge. Non siamo ancora a Miami ma Pescara con questa novità praticamente a costo zero è il primo comune abruzzese a offrire un'alternativa originale per la stagione calda alla "gelida" stanza comunale a cui sono costretti atei, risposati e chi pensa di aver trovato l'anima gemella in un usato sicuro. L’equipe che lavorerà al progetto sarà completata dall’architetto comunale Domenico Fineo e l’impiegata Isabella Cecamore. “In base all’articolo 106 del Codice civile abbiamo istituito l’Ufficio di Stato civile anche nel Museo del Mare per avere la pertinenza della spiaggia antistante – ha spiegato l’assessore  famosa non solo a Pescara per aver girato il mondo in quanto cooperante internazionale -  La scelta è anche in sintonia con la Circolare ministeriale di quest'anno che legittima le pertinenze per la celebrazione del rito civile e di fatto offre agli sposi e agli enti locali la possibilità di avere una maggiore scelta dei luoghi dove dire il fatidico 'sì'. Alla Madonnina allestiremo un gazebo e una passerella rimovibili che resteranno per tutto l’arco di tempo previsto per le celebrazioni, in modo da poter essere utilizzati anche come accesso agevolato al mare per disabili, perché oltre al gazebo c’è una passerella. Si tratta di una scenografia compatibile allo scenario, concepita anche in piena sinergia con Capitaneria e Agenzia del Demanio che ci hanno consentito di procedere senza alcun tipo di intralcio”.

 

La Santavenere ha poi chiarito che sposarsi “on the beach” non sarà aggratis ma costerà 500 euro per i residenti e 600 per chi viene da fuori, soldi che aiuteranno le disastrate casse dell’ente costretto a fine anno ha approvare il pre-dissesto finanziario. La notizia del “Wedding on the beach" pescarese sta già facendo timidamente il giro del mondo: potrebbe rivelarsi anche un vantaggio economico per il turismo, come accade in altre famose (e più gettonate) località italiane, scelte da nordeuropei o americani per il fatidico “yes”. Le tariffe prevedono sedie, "camminamento" (passerella), gazebo che gli sposi potranno allestire come meglio credono. “Vogliamo crescere – conclude la Santavenere - e la sfida che ci vede già al lavoro sarà la conquista di altre location, dai parchi ai musei cittadini, al fine di aprire la città a nuovi modi per dare servizi su richiesta, nonché promuoversi e raccontarsi, valorizzando al meglio anche il suo patrimonio architettonico, storico, ambientale e culturale”.
L'assessore si rammarica di essere già sposata: "Nel senso che se potessi lo rifarei in spiaggia - chiarisce - era il mio sogno da fidanzata. Adoro il mare, è l'espressione più forte della natura, espressione del creato... Dio non è forse ovunque?". Una domanda che giriamo a una mamma (che vuole rimanere anonima) di un ragazza pescarese da poco sposatasi on the beach ai tropici: " La sensazione è quella di sentirsi a contatto profondo con la natura - confessa - che partecipa al matrimonio con il sole, gli odori e il vento che muove il velo della sposa e i foulard e cappelli delle invitate. La natura sembra proprio l'invitato principale. La celebrazione in spiaggia ha qualcosa di ugualmente spirituale: il contatto forte con la natura ti fa sentire ugualmente vicino a Dio, se sei religioso.
L’organizzazione è anche più semplice rispetto ai luoghi tradizionali e, a differenza del chiuso, stare al mare ti dà allegria, leggerezza, ti sembra di stare in vacanza".

Già, ma come bisogna vestirsi per l'evento?

"Indossare abiti eleganti, leggeri a colori caldi o chiari; proibiti i colori scuri. Per la sabbia è consigliabile calzare sandali, infradito, no calze e scarpe chiuse".

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