Brasile, Bolsonaro: 'Combatteremo la deforestazione illegale in Amazzonia'

Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro s'è impegnato a combattere la "deforestazione illegale" in Brasile, all'indomani del licenziamento di Ricardo Magnus, direttore dell'Inpe, l'ente responsabile della misurazione della deforestazione in Amazzonia, accusato di avere falsificato le cifre e danneggiato l'immagine del più grande Paese sudamericano. L'Amazzonia, la più grande foresta pluviale del mondo, ha una superficie di sette milioni di chilometri quadrati e per il 65% si estende in Brasile. Il resto fra Bolivia, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Venezuela. 

"Agiremo efficacemente nella lotta contro la deforestazione illegale", ha scritto Bolsonaro sul suo account Facebook, pubblicando un video (a destra) in cui il ministro dell'Ambiente Ricardo Salles spiega che il governo utilizzerà una nuova tecnologia per misurare più precisamente la deforestazione.

Il coordinatore di Greenpeace, Marcio Astrini, ha criticato la decisione di Bolsonaro: "Il presidente e tre ministri hanno criticato le prove scientifiche per un’ora e hanno cercato di mascherare la realtà. Inoltre, non hanno fornito alcuna soluzione concreta al vero problema della deforestazione. L’Inpe è un’istituzione di fama mondiale che fornisce servizi eccellenti per il monitoraggio della deforestazione da oltre 30 anni. Invece di combattere i risultati scientifici, il governo dovrebbe adempiere alla sua funzione di proteggere il patrimonio ambientale del Brasile". Secondo Astrini, Bolsonaro "cerca di nascondere la verità e incolpare gli altri. I numeri della deforestazione sono così gravi che parlano da soli. Mentire aumenterà solo il danno al Paese".

 

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